Le
origini
La tradizione musicale di Medicina ha radici
molto profonde, tanto che Medicina è fra i primi paesi
dell’area bolognese che, in un contesto culturale favorevole,
sente il desiderio di costituire un organico di tipo musicale
(a dire il vero già nel Seicento si narra di un gruppo
di “trombetti” comunali). Il testo del Simoni “Cronistoria
del Comune di Medicina” sembra confermare quanto detto
sopra. Nel giugno del 1799 un migliaio di austriaci, dopo aver
occupato il paese allo scopo di “far pagare scotto ai
giacobini” (ovvero coloro che parteggiavano per i francesi),
imposero taglie vessatorie in denaro, bestiame e derrate alimentari;
la municipalità protestò presso il comandante
in capo di stanza a Budrio che accolse le rimostranze facendo
intervenire un suo luogotenente e poi, in persona, si recò
a Medicina. Scrive il Simoni: “…venne scortato da
ventotto de’ suoi a cavallo, fu ricevuto col suono delle
campane, della banda musicale…”. Nel 1802 doveva
esistere anche una Scuola di Musica: negli atti di un Consiglio
Comunale dell'epoca, si legge che l'allora Maestro di Musica
Ottavio Bossi chiese di essere riconfermato nell'incarico, dal
che si può desumere, appunto, l'esistenza di una Scuola
di Musica. Da questa data non si hanno più documenti
che testimoniano il suo sviluppo fino al 1840 quando il Maestro
di Musica Paolo Carletti viene nominato istruttore della Scuola
di Musica.
La prima notizia certa, però, che ci fa pensare all’esistenza
di una Banda risale al 1844 quando il Sig. Priore “…nella
conoscenza che la gioventù del Paese dedicatasi allo
studio della musica, nel maggior numero trovasi posta in condizione
da non poter attendervi…perché mancante degli istrumenti
adatti e così dei mezzi onde provvedervi dal proprio…propone
al Consiglio che la Comunale Rappresentanza voglia interessarsi
di destinare una somma che serva alla provvista degli istrumenti
indispensabili a formare un musicale concerto, ossia Banda,
composto d’un sufficiente numero di suonatori, a ciascuno
dei quali possa consegnarsi sotto idonea fideiussione il rispettivo
strumento metallico, ossia di legno da pagarsi a piccole somme
colli proventi che percepiranno…il Sig. Priore sarebbe
d’avviso, semprecché il Consiglio trovi di deliberare
favorevolmente, si proponesse la somma di L. 150 a titolo di
prestito, con che sembra aversi quanto basta a comprare il concerto
musicale di cui sopra,…mediante scrutinio di voti segreti,
scoperti i quali, se ne trovano bianchi affermativi n. 19 e
neri contrari nessuno, ha deciso che…il Comune anticipi
la somma di L. 150 per la provvista degli istrumenti mancanti
e da consegnarsi con garanzia agli scolari che mancano dei mezzi
per provvederli, inteso che si obblighino a rilasciare un deposito…”
(Atti Consiliari 11 Aprile 1844).
È l’inizio della BANDA MUNICIPALE di Medicina,
sotto la direzione del Maestro Carletti; da questo momento la
Scuola di Musica vivrà in continua simbiosi con la Banda
del Paese; esisterà un unico maestro e molti allievi
della Scuola andranno ad arricchire le file dei bandisti.
Nello stesso periodo si comincia ad avvertire la necessità
di dotare la Banda di un’idonea sede; nell’Aprile
del 1845 viene stipulato un contratto con il quale il Priore,
a nome del Comune di Medicina prende in affitto un locale di
quattro camere, per la Scuola di Musica e per le prove del giovane
complesso musicale.
Contemporaneamente viene istituita una Commissione con il compito
di vigilare sull’impegno del Maestro e, in generale, sul
rendimento del complesso stesso; l’esito del lavoro è
più che soddisfacente, infatti, nel dicembre del 1845
la Commissione, in una lettera al Priore, riferisce che il maestro
di musica, e con lui tutta la compagine bandistica, adempiono
agli uffici dovuti nel rispetto di quanto stabilito dal regolamento.
Nell’anno successivo, però, il Maestro Carletti
rinuncia all’incarico di direttore, lasciando la “bacchetta”
al Maestro Giuseppe Bonfiglioli che resterà alla guida
della Banda e della Scuola di Musica per circa vent’anni
facendosi coadiuvare anche dal figlio, egli stesso Maestro di
Musica.
Durante questo periodo la Banda di Medicina cresce e si sviluppa;
aumenta, quindi, la credibilità di questo nuovo tipo
di orchestra che trova spazio per esibirsi sempre più
frequentemente, non solo nelle ricorrenze civili e religiose
del Paese, ma anche nei Comuni vicini; il Simoni in occasione
della caduta del Regno Pontificio scrive: “Alla sera del
13 giugno 1859, per ordine del Priore, fuvvi splendida generale
illuminazione e fra i concerti della nostra banda musicale,
gli evviva d’Italia…”.
Nel 1863, in seguito al pensionamento del Maestro Bonfiglioli,
dovuto all’età e, forse, anche alle ripetute lagnanze
del vice maestro Giuseppe Trombetti che l’accusa di non
vigilare sul buon comportamento del corpo bandistico, viene
indetto un pubblico concorso per il nuovo direttore della Banda,
vinto dal Maestro Francesco Romagnoli che, ben presto, passa
alla direzione della Banda di Imola.
Inizia, a questo punto, un periodo piuttosto travagliato per
la Banda, durante il quale si succedono numerosi Maestri di
Musica.
Come spesso accade, però, i momenti più difficili
sono lo stimolo per rinnovamenti positivi e, in questo frangente,
tutto il corpo bandistico acquisisce maggiore coscienza di sé
e, dal desiderio di creare un organico compatto e duraturo,
nasce un regolamento che detta norme specifiche sull’amministrazione
del corpo musicale, fissando, altresì, criteri relativi
alla durata in carica del direttore.
Nel contempo la Banda riesce ad imporsi sempre più come
organico attivo nel Paese, acquistando maggiore professionalità
e rilevanza.
Nel Marzo del 1869, in seguito a pubblico concorso, l’incarico
dei direttore viene assegnato al Maestro Felice Bonfiglioli
di Medicina.
Da questa opera di rinnovamento nasce un periodo certamente
proficuo durante il quale la Banda riesce ad aumentare il proprio
organico, ad acquistare nuove divise e strumenti, ivi compreso
un pianoforte per la Scuola di Musica e, soprattutto, a ristrutturare
la sua sede.
Purtroppo, però, Medicina restava un piccolo paese e
l’incarico di Maestro e Direttore di Banda non era economicamente
vantaggioso, così, nonostante il nuovo regolamento, anche
il Maestro Felice Bonfiglioli, nel luglio del 1870, decide di
lasciare il suo incarico e si trasferisce a Fabriano.
Il posto di guida della Banda Municipale, quindi, rimane nuovamente
vacante e nemmeno il nuovo concorso indetto dal Consiglio Comunale
serve a trovare una persona disponibile a ricoprire il suddetto
incarico.
Così, per poter garantire ai “suonatori”
di continuare regolarmente la loro attività, nel settembre
del 1870, il Consiglio affida al Maestro Cesare dall’Olio
un incarico provvisorio di direttore, per la durata di quattro
mesi.
Nel contempo”…i signori consiglieri…deliberano
all’unanimità che venga di nuovo pubblicato l’avviso
per il concorso medesimo negli identici termini e che sia inserito
nel Monitore di Bologna, nutrendo certezza che questa volta
non abbia a mancare chi concorre alla suddetta scuola…”
(Atti Consiliari 16 Febbraio 1871).