Le aspettative non vengono disattese e il 6 aprile
1871, a votazione unanime scegliendo tra quattro candidati, la direzione
della Banda viene affidata al
di San Giovanni in Persiceto, che avvia un periodo
di ripresa durante il quale aumentano gli allievi della Scuola di
Musica e la Banda diviene più completa (ormai è costituita
da una trentina di elementi). La crescita comporta la dotazione
di nuovi strumenti e pantaloni per le divise.
Nel febbraio dell’anno successivo il
Presidente del Consiglio di Banda espone al Consiglio Comunale
che “…col 1872 terminò la triennale capitolazione
del Corpo Filarmonico della Banda, il quale ha presentato un regolamento
che corrisponde all’ordine e decoro del corpo medesimo,
ma, in quanto ai compensi che si ha a chiedere al Comune ne riuscirebbe
in più la somma di L. 60… La somma di L. 560, che
il Comune andrebbe a spendere per la Banda, sarebbe impiegata
come appresso:
- L. 210 per le sei feste d’estate, nelle quali in pubblico
suonerebbe la Banda;
- L. 60 compenso al bidello;
- L. 150 al Maestro per otto pezzi d’opera e per venti marce
e ballabili, per le partiture e le parti, per la carta e la copiatura…
Il Consiglio, ciò inteso, approva il regolamento della
Banda cui la Giunta ha portato il suo esame e ne è stato
soddisfatto, ed ammette l’aumento di L. 60 da prelevarsi
dal fondo di riserva…”.
Contemporaneamente il Consiglio Comunale delibera, altresì,
“…l’assegno di L. 200 (da ricavarsi dal fondo
anzidetto) per l’acquisto di strumenti…” (Atti
Consiliari 13 Febbraio 1872) affidando, però, la loro manutenzione
ai componenti della Banda.
Dopo queste importanti conquiste, la Banda di Medicina continua
la sua ascesa, aumentando non solo l’organico esecutore,
ma anche gli allievi della Scuola di Musica. Ciò costringe
il Comune ad affidare alla Banda stessa una nuova sede.
Nel maggio del 1880 “…Il Sindaco comunica al Consilio
come siavi il progetto di collocare la Scuola di Musica nella
Sala al piano superiore della pescheria…però avverte
che altri avrebbe, invece, proposto di mettere la Scuola di Musica
nei granai annessi al Teatro…Il Sindaco propone di fare
una Commissione con l’incarico di esaminare i due locali
e di riferire la loro opinione. E sono scelti i Signori: Trombetti
Maestro Giuseppe, Castellari Angelo e Cervellati Alfonso…”
(Atti Consiliari 5 Maggio 1880).
La commissione esclude i locali annessi alla pescheria, infatti
negli atti del Consiglio Comunale del 19 Maggio 1881 si legge
“…il Consiglio stanziò i fondi in bilancio,
onde adattare il sito annesso alla pescheria, ma la Commissione
eletta per il suo parere escluse quella località. Dopo
di che la Giunta si rivolse ad altro locale e credette di poterne
portare in Consiglio il progetto, ma le è venuto meno il
tempo…”.
A questo punto non si hanno più notizie certe sui locali
prescelti, fino al gennaio del
1905 quando “…la Giunta concede l’uso
del Teatro ai bandisti ed alla Società del Giglio con facoltà
al Sindaco di fissarne le condizioni…” (V.G. 7/1/1905).
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Emblema della Banda e
della Scuola di Musica con valutazione del Maestro Forni
sulle capacità degli allievi nell'uso degli strumenti
musicali - Novembre 1903 (Archivio comunale) |
Con il Maestro Forni la Banda mantiene gli impegni ordinari (14
in questo periodo) assunti con il Comune e, come nel passato,
si rende disponibile alle richieste di servizio in occasione di
cerimonie civili e di funzioni religiose.
Scrive il Simoni: “…la sera del 29 luglio 1879, due
giorni dopo la morte del Mons. Camillo dott. Monari, arciprete
vicario della nostra Pieve di S. Mamolo, fu trasportata la salma
nella chiesa parrocchiale…flebili melodie della nostra banda
musicale completano l’imponente dimostrazione di dolore
di un intero popolo…”.
Negli anni subito successivi alla nomina della sopraccitata Commissione
la Banda viene, altresì, dotata di un nuovo regolamento
ed acquista sempre più la fiducia e la simpatia dei cittadini
e dell’Amministrazione Comunale tanto che, nell’ottobre
del 1903 la Giunta “…incarica il Sindaco di un elogio
alla Banda per i notevoli progressi di questi ultimi anni, raccomandando
che per il 1904 l’elenco dei servizi in piazza non venga
troppa modificato…” (V.G. 18/10/1903).
Si ritiene opportuno riportare alcuni passi del regolamento triennale
redatto nel 1886: “È istituito in Medicina un corpo
di musica al servizio del Comune con la denominazione di Banda
Comunale. I suonatori non potranno essere meno di venti (in qual
caso si scioglierà l’organico) né eccedere
il numero di trenta”. Essa è diretta da un consiglio
amministrativo, sorvegliato da una commissione musicale, composto
dal maestro direttore (presidente), dal vice capo banda (vice
presidente) e da tre consiglieri, scelti fra i suonatori nell’assemblea
generale del 31 dicembre. Il mandato del consiglio consiste nel
vigilare sull’osservanza del regolamento e nello stabilire
i contratti per i servizi straordinari. Esso ha anche il compito
di deporre le somme incassate in un Istituto di Credito e di ripartirle
poi (il 31 dicembre) fra i suonatori in percentuali diverse, dopo
aver tenuto conto della classe di appartenenza, della presenza
alla prove (40 nell’annata) e del numero di servizi effettuati.
Significativo il percorso che ciascun aspirante a far parte dell’organico
bandistico deve affrontare: dopo aver terminato il corso della
Scuola di Musica, l’alunno, se suonatore di strumento a
fiato, ha il diritto di entrare il Banda, per essere promosso
effettivo dovrà presentare domanda alla commissione musicale
e, successivamente, il maestro direttore, dopo aver valutato le
abilità, ne proporrà l’assegnazione alla terza,
seconda ed infine prima classe.
Si trascrivono alcune norme del regolamento che confermano il
rigore (tipico dell’Ottocento) con il quale il potere, in
questo caso l’Amministrazione Comunale, pretende comportamenti
consoni a chi indossa una divisa pubblica: “Non può
far parte della Banda chi ha subito pene criminali o correzionali
per furto, corruzione, falso o truffa o che sia riconosciuto per
carattere turbolento, procline ai litigi o dedito a vita sregolata
e scandalosa. Il bandista che manca per tre volte consecutive
alle prove e a due consecutivi servizi sarà espulso dal
corpo”. Ed ancora: “Chi senza motivo ritenuto giusto
si ritira dal corpo o venga espulso, il suo nome verrà
pubblicato nella sala di presidenza e considerato uomo che non
rispetta la parola data”.
È di questi anni un’iniziativa lodevole: la costruzione
e l’utilizzo di un palco in legno. Il Sindaco Hercolani
principe Filippo, in un consiglio comunale del luglio 1883 riferisce
del lavoro ultimato giudicandolo “riuscito egregiamente
tanto dal lato artistico quanto dal lato della solidità”.
Il palco, di struttura ottagonale, elevato da terra, munito di
scaletta, ringhiere ai lati e pilastrate agli angoli, archetti
per le luci (usate negli spettacoli serali), leggii, è
funzionale e bello a vedersi (ancora oggi viene rimpianto da chi
nel primo dopoguerra ne ha rilevato la scomparsa). Già
nel 1887 il palco è usato per dieci volte nell’arco
della stagione e in queste occasioni viene eretto in Piazza Garibaldi.
Nel frattempo il Maestro Forni continua a produrre con grande
fervore componendo marce, ballabili e pezzi d’opera; è
sua la musica dell’operetta “Silvano di Montedoro”
messa in scena in teatro nell’aprile del 1885.
Non appare dovuto al caso, quindi, che la filarmonica riscuota
consensi ed elogi nei paesi limitrofi e non solo: nel 1888 è
invitata all’inaugurazione della Mostra Emiliana di Bologna;
più tardi riesce addirittura a vincere un terzo premio
in un Concorso nazionale.
È di questo periodo l’ingresso in Banda di Augusto
Modoni (1889), di Guerrino Castellari (1900) e di Guido prof.
Donati (1903), medicinesi che negli anni a venire contribuiranno
ad accrescere il prestigio del corpo bandistico.
La Giunta Comunale nel 1899 ampiamente soddisfatta per l’intensa
ed apprezzabile attività, approva l’acquisto di nuove
divise; queste, che si ispirano a quelle del Corpo dei Bersaglieri,
vengono assegnate ai 33 componenti della Banda (36 nel 1903) e
resisteranno per sempre legate alla storica figura del Maestro
Forni.
Un atto consigliare del maggio 1903 ci porta a conoscenza dell’esistenza
di un concittadino che fa onore al proprio paese: “Il trentino
corrente arriva da Forlì la banda musicale del Sessantesimo
Reggimento di Fanteria diretta dal giovane medicinese Michelangelo
Dotti. La Banda, chiamata dal Comitato per il Risveglio Cittadino,
insieme alla rappresentanza comunale va incontro alla stazione”.
Grazie ad una buona gestione da parte del Consiglio bandistico
ed una buona esecuzione strumentale “l’orchestra”,
negli ultimi anni del Maestro Forni, poi con Augusto Modoni, suo
successore, e Walter Grandi, aumenta non solo il numero dei servizi
annui, ma anche i suonatori e gli iscritti alla Scuola di Musica.